IL MITO DI HARMONIA

Ο δε Καδμος μετα Αρμονιας Θηβας εκλειπει και προς Εγχελεας παραγινεται.

Τουτοις δε υπο Ιλλυριων πολεμουμενοις ο Θεος χραται. Ιλλυριων κρατησει εαν ηγεμονας Καδμον και Αρμονιαν εχωσιν.

Οι δε πειθονται και ποιυνται κατα Ιλλυριων ηγεμονας τουτους και κρατουσι. Και βασιλευει Καδμος Ιλλυριων, και παις Ιλλυριος αυτω γινεται.

Αυθις δε μετα Αρμονιας εις δρακοντα μεταβαλλεται και εις Ηλυσιον πεδιον υπο Διος εκπεμπεται.

Harmonia rappresenta, nel pensiero filosofico e mitologico, il senso della sicurezza eterna benedetta da tutti gli dèi. La bellezza di Harmonia, il fascino del suo sottile splendore senza volto, la fragilità della sua luce effimera e indiretta costituiscono lo sfondo ideale e simbolico entro il quale si possono collocare le aspirazioni verso l’Universalità e l’Unità, appunto verso l’Harmonia di ogni sistema filosofico e di ogni teoria scientifica.

Harmonia è il segno (ed il sogno) di un ordine imperituro, totale e definitivo sul caos, raggiunto attraverso l’esercizio della riflessione filosofica e della ricerca scientifica. ‘Harmonia’, in un senso generale, significa “collegamento”, “connessione”; allo stesso modo anche il verbo corrispondente, ‘harmózo’, indica l’atto del “connettere”, “adattare”, “unire”, “incastrare”. Entrambi i lemmi derivano dalla stessa radice (‘har-’), che dà luogo anche ad altre significative parole, come ‘harmós’ (“giuntura”, “incastro”), termine tecnico dell’attività fabbrile di falegnami, fabbri e muratori; oppure ‘harma’, il “carro”, in particolare quello trainato da cavalli, sia da guerra che da corsa. Considerando la natura dei termini si può dire che Harmonia designa allo stesso tempo l’operazione e l’effetto ben riuscito di una connessione di pezzi che si incastrano tra loro, eseguita con abilità tecnica, sagacia e visione d’insieme. Harmonia segnala l’esito di questa attività e conferisce a singole parti sconnesse il senso dell’unità e dell’intero. Tale unità, però, non è mera somma di elementi od un coacervo di pezzi, ma qualcosa che eccede le parti in gioco; è la manifestazione e la realizzazione di un disegno, piuttosto che il successo precario ottenuto per tentativi ed errori. Harmonia, poi, non solo preordina l’insieme delle parti, ma risplende in esse quando tale insieme viene finalmente a piena manifestazione. Harmonia è, così, allo stesso tempo, il progetto che regola le possibilità di connessione e la connessione stessa.

La Collana di Harmonia simboleggia il caos mai definitivamente sconfitto. L’incertezza che si oppone all’idea di una conoscenza certa, stabile, universale, eterna e fondata.

La collana di Harmonia è un gioiello molto prezioso ed estremamente desiderato. E’ il dono di Afrodite alla figlia Harmonia, il giorno delle nozze con Cadmo.

Di mano in mano, di generazione in generazione, adornarsi il collo con questo ambito tesoro, fregiarsi del dono dato dagli dèi dell’Olimpo implica anche il peso occulto di una fatale e imminente sventura. Si potrebbe anche dire che è sempre presente, anche in presenza di Harmonia, la possibilità di una continua ricaduta nel caos.

Al fondo del concetto di Harmonia c’è la costante presenza, almeno in ambito orficopitagorico, dell’idea di unificazione dei contrari: l’Harmonia è qualcosa che si consegue per “incastro” di elementi contrari.

Le stesse figure mitologiche implicate sono un costante richiamo alla sintesi di contrari. Cadmo ha una provenienza fenicia e orientale; Harmonia è di origine trace. La loro unione, come coppia, è già una unione di opposti. Si tratta della connessione tra gli elementi propri del patrimonio di Cadmo (gli elementi matematici e generalmente colti dei Fenici, dai quali pare derivi l’alfabeto greco) con quelli orfici, mistici e iperborei di Harmonia (anche Orfeo è trace, così come Apollo).

L’unione tra Cadmo e Harmonia, così, sintetizza elementi contrari ed opposti in una sorta di equilibrio, in una connessione, in un incastro. Ma anche la sola Harmonia rispecchia questa unione, essendo figlia di Ares (venerato in Tracia occidentale, ricca di cavalli e genti guerriere) e Afrodite (dea pienamente orientale). Per di più, Harmonia non rappresenta solo una generica sintesi di elementi culturali e rituali distanti, ma è anch’essa il risultato dell’unione e dell’incastro di elementi contrari: è la figlia del dio della guerra e della dea dell’amore. Harmonia, dunque, come dea e come concetto, esprime sia il senso della contesa e della lotta che quello della sintesi tra opposti; è il prodotto di una tensione ambivalente che in ambito pitagorico sarà sempre sublimata verso l’equilibrio, la proporzione, la bellezza, il canone: è unificazione di contrari e mantenimento del loro equilibrio, di un equilibrio tra forze che, singolar- mente, prese potrebbero avere carattere distruttivo.

La collana di Harmonia non è solo un ornamento, ma il segno tangibile della presenza degli dèi e si realizza, per così dire, solo dove gli dèi rendono possibile l’unità del tutto. Così, tutto il complesso di significati che usualmente Harmonia manifesta, come splendore, bellezza, luminosità, semplicità, sono segni, manifestazioni di un’Harmonia nascosta e invisibile; e proprio questa è la parte preziosa della collana, ciò che la rende un oggetto del desiderio. Harmonia, dunque, è connessione unitaria e completa degli elementi del sapere e unificazione delle cognizioni; è anche ritenere che queste cognizioni sono in “accordo” con il mondo, che corrispondono ad esso così come è. Perché questo sia possibile, perché si possa parlare di Harmonia, occorre dunque, innanzitutto, un principio primo che possa sorreggere tutta la costruzione, ovvero un centro a partire dal quale “armonizzare” il tutto in un cosmo. Questo centro, questa stabile piattaforma, questo inizio, è ciò che chiamiamo fondamento: un principio assoluto, invariante, autonomo e indipendente, a partire dal quale è possibile costruire un ordine.